Cultura e qualità della vita si intrecciano a San Miniato: nel contesto urbano del Centro Storico e nell’incontaminato entroterra rurale. Punto d’incontro di Città e Campagna è la cultura materiale dell’alimentazione, che ha a San Miniato le profonde radici dell’antica economia agraria. San Miniato è una delle zone tartufigene più estese e fruttuose d’Europa. 

Il Tartufo Bianco delle Colline Samminiatesi, la specie più pregiata, è la sua produzione.  Ma se il Tartufo Samminiatese è unico nella sua tipicità, numerosi altri sono i prodotti dell’agricoltura che creano un’inimitabile costellazione di gusti e di sapori. La loro storia si intreccia con quella della comunità samminiatese che, gelosa, ha sempre preferito coltivarli per sé più che farne mercato. I vini e l’olio d’oliva, frutto di un territorio assai vocato, specie nella produzione dei vinsanti dalle uve bianche di San Colombano. Il Carciofo di San Miniato, una delle varietà più ricche e saporite, noto persino nella cucina medicea. Ed il tabacco nella varietà Kentucky, importato due secoli fa dal Nord America, e dalla cui produzione nacque il Sigaro Toscano. Ma la cultura dell’alimentazione e del gusto si crea anche nell’intelligenza e nella capacità artigiana di trattare la materia per trarne sapori antichi e sempre nuovi. La modernità non ha offuscato questo sapere secolare, lo ha anzi vivificato. San Miniato è una Città dei Sapori, che giungono fino ad oggi dalle mense dei suoi antichi conventi, dei suoi terzieri medievali e delle oltre trenta fattorie curtensi già elencate in un rogito di feudo dell’Anno Domini 938. Il suo territorio è uno scrigno che si apre. 

Fra le vie del centro storico, nei mille itinerari della sua vasta campagna che portano a pievi e borghi millenari, sta l’antica cultura di un’ospitalità sobria e riservata, che quei sapori ha saputo preservare.  

fonte: comune.sanminiato.it